Informazioni su ghelfi

Storia della galleria La galleria più attiva e longeva di Vicenza è la Ghelfi, che inizia ufficialmente l'attività con il nome di Marguttiana il 5 febbraio 1960, con una personale di quarantadue opere di Luigi Bartolini e per un decennio presenta una decina di piccole mostre all'anno. Situata in corso Palladio 50, è gestita dagli eredi di una dinastia di mercanti d'arte e libri: il padre Lorenzo Ghelfi con il figlio Tino e il nipote Giorgio. Nel 1966, cambiato il nome in Galleria Ghelfi una volta che Tino ne prende la titolarità e spostatasi in corso Palladio 36, lasciando la Marguttiana a Gueri da Santomio, inaugura in febbraio con la personale di Treccani, seguita da una collettiva del Gruppo "La Bilancia". Tra le tante mostre, nel 1960 allestisce Aligi Sassu, nel 1961 Felice Castegnaro presentato da Giovanni Comisso, nel 1967 Tancredi, nel 1968 litografie di Miró, pitture di Semeghini e del veronese Guido Trentini, nel 1969 grafiche litoplurime di Vedova; nel 1970 Scanavino, Carlassare, Vago, Soccol; nel 1971 Degani e Brindisi; nel 1972 la rassegna Cobra oggi, nel 1973 opere optical di Pianezzola, nel 1974 quindici sculture di Arturo Martini provenienti dalla Galleria Il Milione di Milano. Ne è affezionato frequentatore Otello De Maria. Tra la metà degli anni settanta e la metà degli ottanta ospita anche artisti stranieri come Hollweg e Baxter. Nel 1986 trasferisce l'attività in Palazzo Bonin-Longare al numero 13 di corso Palladio, con una mostra di Bergomi presentata da Vittorio Sgarbi. Oltre a proporre volumi pregiati ed edizioni d'arte, nel 1988 porta a Vicenza delle incisioni di Manet, una collettiva di disegni, acquerelli e incisioni di Goya, Corot, Delacroix, Manet, Millet, Toulouse Lautrec, Bonnard, De Chirico, Bartolini, Morandi, Saetti, Guttuso, Emilio Greco, Berthe Morisot, Miró, Picasso, Ferroni, Giorgio Tonelli e Silvio Lacasella, e poi ancora litografie di Grotz, pitture di Semeghini e Saetti, nel 1990 le incisioni della Vergine di Dürer, nel 1991 incisioni di Rembrandt e nel 1993 quelle della serie deiCapricci di Giambattista Tiepolo. Dal 2002 apre una sede in contrà Do Rode e dal 2005 si stabilisce in quella di Pescherie Vecchie 29. La galleria è sempre stata il principale punto di riferimento in città per i collezionisti vicentini e tiene in permanenza opere di grande valore, ambientate con gusto raffinato. Come scrive Sandro Stocco nel saggio sulle collezioni cittadine nel catalogo della mostra sullo Spazialismo, tenutasi in Basilica Palladiana nel 1997, "In realtà l'unico vero mercante d'arte fu Tino Ghelfi, in quanto le altre gallerie furono condotte da appassionati collezionisti e da persone che miravano piuttosto all'innovazione dei parametri linguistici o a proporre maestri più vicini alla loro situazione culturale, spesso troppo in anticipo sulle oscillazioni del gusto del medio collezionismo vicentino". (abstract da Stefania Portinari, Gallerie, mercato, collezionismo: Vicenza, in La Pittura nel Veneto. Il Novecento, tomo secondo, Regione Veneto, Electa Mondatori, Venezia 2008, pp. 588-589)